|
Vladimir Nabokov (Pietroburgo, 23 aprile 1899 - Montreaux 2 luglio 1977),
l'autore del celeberrimo "Lolita", era, come noto, un grande appassionato
di scacchi; pochi sanno pero' che la sua predilezione andava al problema,
in particolare alle
composizioni in due e tre mosse cui si dedico' con interesse e passione,
realizzandone complessivamente diciotto, la maggior parte a Montreaux,
tre durante soggiorni italiani.
Il primo problema lo compose a Parigi nel maggio del 1940, pochi giorni
prima di emigrare negli Stati Uniti; l' ultimo trent'anni dopo, nell'agosto
del 1970, a Montreux.
Tutti e diciotto i problemi furono pubblicati dall'Autore in altrettanti
romanzi, ma nulla hanno a che fare con la trama o con il racconto e questo,
dal punto di vista scacchistico, e' un vero peccato.
Nabokov, comunque, scrisse un romanzo a soggetto scacchistico,
"La Difesa", nel quale e' narrata la storia di un campione di
scacchi a tal punto ossessionato dal gioco da perdere la ragione.
Nabokov realizzo' anche, nel 1932, una 'bizzarria' (nella posizione del
diagramma si chiede di ritirare l'ultima mossa del Bianco e giocarne
un'altra che dia scacco matto) dedicandola allo scacchista
Evgeny Znosko-Borovski, in occasione del
venticinquesimo anniversario della sua vittoria nel campionato di Parigi.
Ecco come lo stesso Nabokov parla del problema di scacchi.
"I problemi di scacchi richiedono da chi li compone lo stesso livello
qualitativo che caratterizza ogni altra composizione artistica:
originalita', inventiva, armonia, concisione,
complessita' e... totale mancanza di sincerita'. Saper condensare
tutte queste qualita' tra ebani e avori e' un dono che non tutti hanno:
realizzare problemi di scacchi e' un'occupazione stravagante e sterile,
ma tutte le arti sono inutili,
divinamente inutili, se paragonate alla maggior parte delle occupazioni
dell'Uomo... I problemi sono la poesia degli scacchi e la poesia,
in quanto tale, e' obbligata ad intervenire nei diversi conflitti che
oppongono vecchie e nuove scuole di
pensiero. Nel campo del problema di scacchi il convenzionalismo moderno
mi infastidisce con uguale intensita' che il realismo socialista e la
scultura astratta. Parlando piu' chiaramente, detesto i problemi chiamati
'task' (composti meccanicamente
con il fine di facilitare un massimo 'stacanovista' di modelli simili)
ed evito rigorosamente i 'duali' successivi alla prima mossa risolutiva
(altra moda sovietica), anche quando sono dovuti a mosse non tematiche
del Nero."
NOTE
Task = dall'inglese 'sforzo', indica un problema che presenta
un'idea nel massimo delle sue possibilita' di realizzazione; puo'
riferirsi al massimo numero di mosse bianche o al massimo numero di
difese nere. Per esempio il piu' gran numero di
matti diversi dati con mosse di un unico pezzo bianco. Data la
difficolta' sono ammesse mosse risolutive di scacco, promozione e presa,
che normalmente non sono accettate nella tematica della composizione.
Duale = Doppia o plurima continuazione seguente ad una difesa
del Nero, cosa che deprezza molto il problema. Nabokov allude tuttavia
al 'duale tematico', in cui dopo la minaccia introdotta dalla
mossa iniziale del Bianco, la prima difesa del Nero
permette a un pezzo di dare il matto -per esempio- in quattro modi
diversi, la seconda in tre, la terza in due, la quarta in uno, mentre
la quinta difesa li elimina tutti ma consente il matto in modo univoco
con un altro pezzo.
Ed ecco come poi Vladimir Nabokov scrisse del problema in
"Parla, ricordo" (Speak, memory) Mondadori Editore.
"L'arte del problema e' un'arte bellissima, complessa e sterile,
legata alle comuni forme del gioco solo come, ad esempio, le proprieta'
di una sfera vengono sfruttate sia dal giocoliere nell'escogitare una
nuova esibizione, sia dal giocatore di
tennis nel vincere un torneo. In effetti, quasi tutti i giocatori di
scacchi - tanto i dilettanti quanto i maestri - si interessano solo
blandamente a questi enigmi particolarissimi, fantasiosi ed eleganti,
e per quanto possano apprezzare un problema
di difficile soluzione, rimarrebbero completamete sconcertati se si
chiedesse loro di escogitarne uno.
L'inventare una composizione di scacchi di questo genere implica una
ispirazione di natura quasi musicale, quasi poetica o, per essere del
tutto esatti, poetico-matematica.
Molto spesso, nelle amichevoli ore intermedie della giornata, ai margini
di qualche occupazione banale, mella scia oziosa di una riflessione
fuggevole, provavo senza alcun preavviso uno spasimo di acuto piacere
mentale mentre il bocciolo di un
problema scacchistico si apriva improvvisamente e prorompente dal mio
cervello, promettendomi una notte di fatiche e di felicita'... Un conto
e' concepire il tema conduttore di una composizione e tutt'altra e'
costruirlo. La tensione mentale diviene
formidabile; l'elemento tempo scompare del tutto dalla coscienza;
la mano che edifica brancola nella scatola in cerca di una pedina, e la
prende, mentre la mente continua ad escogitare sulla necessita' di una
finta o di un tappabuco, e quando il
pugno si apre, un'ora intera, forse, e' trascorsa, ha ridotto in cenere
l'incandescente attivita' mentale di colui che pensava".

Problema n. 1
Matto in 2 mosse
|
Composto a Parigi a meta' del maggio 1940, pochi giorni prima
di emigrare negli Stati Uniti. Pubblicato in "Parla, ricordo"
("Speak, Memory" 1951) ed incluso da Lipton, Matthews e Rice
nel volume "Problemi di scacchi" ("Chess Problems" Londra
1963).
1. c2
1. ... d5 (d6); 2. c5.
1. ... c5 (d6); 2. f5.
1. ... d5; 2. c7.
1. ... -muove; 2. d4.
Il tentativo 1. b8= , che sembra introdurre un bel gioco di controscacchi (1. ... d:e6/d6/d5+;
2. f7/ d7/ c7.)
e' sventato da 1. ... c2!
|
Problema n. 2
Matto in 3 mosse
|
Questa miniatura, composta a Montreux il primo marzo 1965,
presenta una chiave abbastanza banale che si riscatta pero'
nelle varianti. I due tipi di matto, su colonna e traversa,
sono ad eco. Il problema non e' cosi facile come puo'
sembrare a prima vista.
1. h7
1. ... b8; 2. :a3 (non 2. d1?, c8!), c8;
3. a8.
1. ... a2; 2. b1 (non 2. d1?, a1= !; inchiodando
la Torre), a7; 3. :a2.
|
Problema n. 3
Matto in 2 mosse
|
L'interesse di questo problema, composto il 22 marzo 1965
a Montreaux e pubblicato su "The Trinity Review", Cambridge,
Inghilterra, Lent 1969) sta soprattutto nelle tre varianti
principali, con l'Alfiere impegnato in una spasmodica
avanzata, via via
sempre maggiore ...
1. :e4
1. ... f4; 2. g6.
1. ... :g5; 2. :f5.
1. ... f:e4; 2. :e4.
1. ... :e4; 2. :f7.
1. ... :g5; 2. e3.
|
Problema n. 4
Matto in 3 mosse
|
La caratteristica di questo tre mosse (Montreax 10 aprile
1965; pubblicato dal "Sunday Times", Londra, 29 dicembre 1968)
e' il "pendolarismo" della Torre nera nella variante
principale: la Torre cattura il molesto pedone h4, ma poi e'
costretta a
tornare nella casa di partenza, dove il Bianco la cattura
dando matto. Alcuni lo hanno chiamato "tema Nabokov".
1. f7
1. ... :h4; 2. :f6, h6+; 3. :h6.
1. ... :f5; 2. :e3+, f4; 3. f2.
1. ... (altre); 2. e6, e poi comunque 3. :e3
Il tentativo 1. :e3, e' sventato da 1. ... :h4; 2. :h4, h5!
|
Problema n. 5
Matto in 2 mosse
|
Composto a Montreux il 20 aprile 1965. Ci sono alcune
varianti interessanti. Da notare che l'appetitoso matto
di scoperta sulla quinta traversa non riesce a
concretizzarsi.
1. a8
1. ... b6; 2. b8.
1. ... -muove; 2. c5.
1. ... :d4; 2. :d4.
1. ... -muove; 2. :b4.
|
Problema n. 6
Matto in 3 mosse
|
La soluzione puo' sorprendere, poiche' sembra interferire
con il raggio di azione della Donna e per la scelta della
casa risolutiva... Il problema e' stato composto al Grande
Albergo Excelsior di Ponte di Legno, il 18 luglio 1966,
una giornata piovosa che interruppe estenuanti rincorse alle
farfalle e fu pubblicato dal "Sunday Times" di Londra il 5
novembre 1967).
L'idea base di questo elegante problema e' che il Re nero
non riesce a salvarsi neppure facendo strage di avversari.
A conti fatti, lo ritengo il mio miglior problema in tre
mosse. (Da notare:
1. b3, a4+; 2. c2, a3;
3. f4.)
1. h8
1. ... :c3; 2. h3, d4; 3. b2.
1. ... :d3; 2. h3+, d4 ( :c4); 3. f4.
1. ... e3; 2. h3+, d4; 3. e2.
|
Problema n. 7
Matto in 3 mosse
|
La sottile mossa chiave permette il matto anche dopo la fuga
del Re nero in h4. Belle le varianti.
Il problema fu composto a Montreaux il primo ottobre 1966
e pubblicato da "The Problemist" nel novembre 1969,
ottenendo il secondo/terzo premio ex aequo nel concorso
della rivista.
1. h3
1. ... h6; 2. h4, g5; 3. h:g5.
1. ... h4; 2. :g6, g:h3; 3. f6.
1. ... h4; 2. h7, h:g3; 3. h4.
Un ottimo tentativo e' 1. g1 (ma non 1. g2, come capiremo tra poco), h6; 2. h4, g:h3 (ecco perche' non 1. g2. In questo caso la presa en passant avverrebbe con scacco); 3. :g6 matto. Demolisce 1. ... h4.
|
Problema n. 8
Matto in 3 mosse
|
Nella soluzione il Cavallo bianco attacca la Donna nera non
tanto per catturarla quanto per farla spostare e quindi
obbligarla a tornare nella casa di partenza. Questa idea
(il 'tema Nabokov' N.d.T.) mi 'perseguitava' all'epoca
della composizione del
problema (Montreaux, 22 ottobre 1966).
1. :c3
1. ... -muove; 2. e4+, :e4; 3. :f6.
1. ... f5; 2. :e4+, f:e4; 3. f6.
1. ... h4; 2. :e4, h5; 3. g4.
|
Problema n. 9
Matto in 3 mosse
|
Composto al 'Cenobio dei Dogi' di Camogli (Genova) il 15
aprile 1967 in un giorno di depressione. Pubblicato dall'
"Evening News" di Londra il 14 ottobre 1967. L'idea base di questa miniatura, leggermente passata di moda, e' il ritorno alla casella
di partenza del pezzo bianco che da il matto nella variante principale.
1. d7
1. ... :e4; 2. f1, d4; 3. f6.
2. ... d4; 3. f4.
1. ... d:e4; 2. b6, e3; 3. c4.
Da notare 1. h6, d:e4; 2. hg4, e3; 3. d:e3.
|
Problema n. 10
Matto in 2 mosse
|
Camogli, 8 giugno 1967. La presenza dell'Alfiere in a1, forse non del tutto legale, serve soprattutto nella variante del gioco apparente 1 ... d3, che ha lo scopo di distogliere l'attenzione del solutore da quella che e' la vera chiave del problema.
Anche l'Alfiere in f5, con la possibilita' di portarsi in d7 da dove controlla la casa c6, puo' suggerire un tentativo errato.
1. d3
1. ... c5; 2. e3.
1. ... c6; 2. b6.
1. ... c6; 2. g5.
1. ... c5; 2. h1.
|
Problema n. 11
Matto in 3 mosse
|
Evitare i 'duali' e' il tema di questo divertente problemino pubblicato nei giardini del Palace Hotel di Montreux il 13 agosto 1967 e pubblicato da "The Problemist" nel novembre 1970. Divertente anche il tentativo
1. e6, h3;
2. f4+, :h2?,
3. h5 matto.
1. d4
1. ... f4; 2. h3+, g4; 3. e6.
1. ... b3+; 2. e3, muove; 3. h3.
1. ... c2+; 2. e4, muove; 3. h3.
1. ... (altre); 2. h3+, f4; 3. e6.
|
Problema n. 12
Matto in 3 mosse
|
Una composizione piuttosto semplice e banale, composta il 3 settembre 1968 a Montreux.
1. h3
1. ... g6; 2. f3, h5; 2. g5.
2. ... muove; 3. :e5.
1. ... h5; 2. g:h5, g6; 3. h:g6.
|
Problema n. 13
Matto in 2 mosse
|
Un mostruoso autoblocco, poco raccomandabile per gli appassionati. Composto a Montreax il 3 ottobre 1968, fu pubblicato il 24 dicembre 1968 dal "Evening News" di Londra.
1. a5+
1. ... b5; 2. f1.
1. ... c5; 2. e7.
1. ... d5; 2. :d4.
Tentativi 1. :g4/ g3/ :d4, ma 1. ... g5/e3/ c3.
|
Problema n. 14
Matto in 2 mosse
|
Montreaux, 22 novembre 1968. Un problema con alcune varianti notevoli. Il voler evitare a tutti i costi 'duali', costante delle mie composizioni, ha reso particolarmente difficile e interessante la composizione di questo problema, pubblicato dal
"Sunday Times" il 22 febbraio 1970.
1. f2
1. ... f3 ( :f2); 2. :d5.
1. ... g4 ( :h4, :e4); 2. e6.
1. ... :f5; 2. d3.
1. ... (altre); 2. :f4.
|
Problema n. 15
Matto in 3 mosse
|
Composto a Montreaux il 31 dicembre 1968 e pubblicato da "The Problemist" nel novembre 1969. Anche in questo problema il tema e' l'evitare i 'duali' dopo la presa in e3 o in g3 da parte del Cavallo nero.
1. b1
1. ... c:d2; 2. d1, -muove; 3. :d2.
1. ... c:b2; 2. d1, :d2; 3. :d2.
1. ... c:b2; 2. d1, :e3+; 3. e2.
1. ... c:b2; 2. d1, :g3; 3. c2.
|
Problema n. 16
Matto in 2 mosse
|
Secondo me e' questo il piu' ingegnoso tra i miei due mosse; composto a Montreux il 13 febbraio 1969, fu pubblicato da "The Problemist" nel gennaio del 1970.
Diagramma 16 - 1. h5.
|
Problema n. 17
Matto in 3 mosse
|
Questo problema, composto l' 8 agosto 1970 a Montreux e pubblicato nel novembre di quell'anno da "The Problemist", presenta un curioso caso di autoblocco (che impedisce il movimento del Cb7) nella variante principale ed i temi dello 'zugzwang' e
dell'inchiodatura nelle altre due varianti.
1. d8
1. ... :d8; 2. :d7, e 3. b5.
1. ... c7; 2. :d7, e 3. :b7.
1. ... d:e6; 2. :d6, e 3. :c5.
|
Problema n. 18
Il bianco ritira l'ultima mossa e da il matto
|
Ho dedicato questa 'bizzarria' al grande giocatore russo Evgeniy Znosko-Borovski, in occasione del suo venticinquesimo anniversario come campione di scacchi. Egli stesso lo pubblico' nella sezione scacchistica del suo diario di emigrato parigino
"Poslednie novosti", il 17 novembre 1932. Quando lo composi lo firmai 'V.Sirin', mio pseudonimo abituale a quell'epoca. Fu pubblicato ancora dal "New Statesman" a Londra il 12 dicembre 1969.
L'ultima mossa del Bianco era stata
1. d7: c8= . Il Bianco ritira la mossa e gioca invece 1. d7:e8= dando matto.
Vi e' un qualcosa di soavemente tragico nella trasformazione retrospettiva della Torre c8 bianca in Cavallo nero e della Torre e8 nera in Cavallo bianco, conservando comunque la simmetria (e il dominio della casa c7 da parte del
Bianco).
|
|