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dal 1911 la rivista dello scacchista italiano

Ultimo aggiornamento: 30.03.2001
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Nabokov problemista

Vladimir Nabokov (Pietroburgo, 23 aprile 1899 - Montreaux 2 luglio 1977), l'autore del celeberrimo "Lolita", era, come noto, un grande appassionato di scacchi; pochi sanno pero' che la sua predilezione andava al problema, in particolare alle composizioni in due e tre mosse cui si dedico' con interesse e passione, realizzandone complessivamente diciotto, la maggior parte a Montreaux, tre durante soggiorni italiani.

Il primo problema lo compose a Parigi nel maggio del 1940, pochi giorni prima di emigrare negli Stati Uniti; l' ultimo trent'anni dopo, nell'agosto del 1970, a Montreux. Tutti e diciotto i problemi furono pubblicati dall'Autore in altrettanti romanzi, ma nulla hanno a che fare con la trama o con il racconto e questo, dal punto di vista scacchistico, e' un vero peccato.

Nabokov, comunque, scrisse un romanzo a soggetto scacchistico, "La Difesa", nel quale e' narrata la storia di un campione di scacchi a tal punto ossessionato dal gioco da perdere la ragione.

Nabokov realizzo' anche, nel 1932, una 'bizzarria' (nella posizione del diagramma si chiede di ritirare l'ultima mossa del Bianco e giocarne un'altra che dia scacco matto) dedicandola allo scacchista Evgeny Znosko-Borovski, in occasione del venticinquesimo anniversario della sua vittoria nel campionato di Parigi.

Ecco come lo stesso Nabokov parla del problema di scacchi.
"I problemi di scacchi richiedono da chi li compone lo stesso livello qualitativo che caratterizza ogni altra composizione artistica: originalita', inventiva, armonia, concisione, complessita' e... totale mancanza di sincerita'. Saper condensare tutte queste qualita' tra ebani e avori e' un dono che non tutti hanno: realizzare problemi di scacchi e' un'occupazione stravagante e sterile, ma tutte le arti sono inutili, divinamente inutili, se paragonate alla maggior parte delle occupazioni dell'Uomo... I problemi sono la poesia degli scacchi e la poesia, in quanto tale, e' obbligata ad intervenire nei diversi conflitti che oppongono vecchie e nuove scuole di pensiero. Nel campo del problema di scacchi il convenzionalismo moderno mi infastidisce con uguale intensita' che il realismo socialista e la scultura astratta. Parlando piu' chiaramente, detesto i problemi chiamati 'task' (composti meccanicamente con il fine di facilitare un massimo 'stacanovista' di modelli simili) ed evito rigorosamente i 'duali' successivi alla prima mossa risolutiva (altra moda sovietica), anche quando sono dovuti a mosse non tematiche del Nero."

NOTE
Task = dall'inglese 'sforzo', indica un problema che presenta un'idea nel massimo delle sue possibilita' di realizzazione; puo' riferirsi al massimo numero di mosse bianche o al massimo numero di difese nere. Per esempio il piu' gran numero di matti diversi dati con mosse di un unico pezzo bianco. Data la difficolta' sono ammesse mosse risolutive di scacco, promozione e presa, che normalmente non sono accettate nella tematica della composizione.
Duale = Doppia o plurima continuazione seguente ad una difesa del Nero, cosa che deprezza molto il problema. Nabokov allude tuttavia al 'duale tematico', in cui dopo la minaccia introdotta dalla mossa iniziale del Bianco, la prima difesa del Nero permette a un pezzo di dare il matto -per esempio- in quattro modi diversi, la seconda in tre, la terza in due, la quarta in uno, mentre la quinta difesa li elimina tutti ma consente il matto in modo univoco con un altro pezzo.

Ed ecco come poi Vladimir Nabokov scrisse del problema in "Parla, ricordo" (Speak, memory) Mondadori Editore.
"L'arte del problema e' un'arte bellissima, complessa e sterile, legata alle comuni forme del gioco solo come, ad esempio, le proprieta' di una sfera vengono sfruttate sia dal giocoliere nell'escogitare una nuova esibizione, sia dal giocatore di tennis nel vincere un torneo. In effetti, quasi tutti i giocatori di scacchi - tanto i dilettanti quanto i maestri - si interessano solo blandamente a questi enigmi particolarissimi, fantasiosi ed eleganti, e per quanto possano apprezzare un problema di difficile soluzione, rimarrebbero completamete sconcertati se si chiedesse loro di escogitarne uno. L'inventare una composizione di scacchi di questo genere implica una ispirazione di natura quasi musicale, quasi poetica o, per essere del tutto esatti, poetico-matematica. Molto spesso, nelle amichevoli ore intermedie della giornata, ai margini di qualche occupazione banale, mella scia oziosa di una riflessione fuggevole, provavo senza alcun preavviso uno spasimo di acuto piacere mentale mentre il bocciolo di un problema scacchistico si apriva improvvisamente e prorompente dal mio cervello, promettendomi una notte di fatiche e di felicita'... Un conto e' concepire il tema conduttore di una composizione e tutt'altra e' costruirlo. La tensione mentale diviene formidabile; l'elemento tempo scompare del tutto dalla coscienza; la mano che edifica brancola nella scatola in cerca di una pedina, e la prende, mentre la mente continua ad escogitare sulla necessita' di una finta o di un tappabuco, e quando il pugno si apre, un'ora intera, forse, e' trascorsa, ha ridotto in cenere l'incandescente attivita' mentale di colui che pensava".


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Problema n. 1
Matto in 2 mosse


Composto a Parigi a meta' del maggio 1940, pochi giorni prima di emigrare negli Stati Uniti. Pubblicato in "Parla, ricordo" ("Speak, Memory" 1951) ed incluso da Lipton, Matthews e Rice nel volume "Problemi di scacchi" ("Chess Problems" Londra 1963).

1. c2
1. ... d5 (d6); 2. c5.
1. ... c5 (d6); 2. f5.
1. ... d5; 2. c7.
1. ... -muove; 2. d4.
Il tentativo 1. b8=, che sembra introdurre un bel gioco di controscacchi (1. ... d:e6/d6/d5+; 2. f7/d7/c7.) e' sventato da 1. ... c2!

Problema n. 2
Matto in 3 mosse


Questa miniatura, composta a Montreux il primo marzo 1965, presenta una chiave abbastanza banale che si riscatta pero' nelle varianti. I due tipi di matto, su colonna e traversa, sono ad eco. Il problema non e' cosi facile come puo' sembrare a prima vista.

1. h7
1. ... b8; 2. :a3 (non 2. d1?, c8!), c8; 3. a8.
1. ... a2; 2. b1 (non 2. d1?, a1=!; inchiodando la Torre), a7; 3. :a2.

Problema n. 3
Matto in 2 mosse


L'interesse di questo problema, composto il 22 marzo 1965 a Montreaux e pubblicato su "The Trinity Review", Cambridge, Inghilterra, Lent 1969) sta soprattutto nelle tre varianti principali, con l'Alfiere impegnato in una spasmodica avanzata, via via sempre maggiore ...

1. :e4
1. ... f4; 2. g6.
1. ... :g5; 2. :f5.
1. ... f:e4; 2. :e4.
1. ... :e4; 2. :f7.
1. ... :g5; 2. e3.

Problema n. 4
Matto in 3 mosse


La caratteristica di questo tre mosse (Montreax 10 aprile 1965; pubblicato dal "Sunday Times", Londra, 29 dicembre 1968) e' il "pendolarismo" della Torre nera nella variante principale: la Torre cattura il molesto pedone h4, ma poi e' costretta a tornare nella casa di partenza, dove il Bianco la cattura dando matto. Alcuni lo hanno chiamato "tema Nabokov".

1. f7
1. ... :h4; 2. :f6, h6+; 3. :h6.
1. ... :f5; 2. :e3+, f4; 3. f2.
1. ... (altre); 2. e6, e poi comunque 3. :e3
Il tentativo 1. :e3, e' sventato da 1. ... :h4; 2. :h4, h5!

Problema n. 5
Matto in 2 mosse


Composto a Montreux il 20 aprile 1965. Ci sono alcune varianti interessanti. Da notare che l'appetitoso matto di scoperta sulla quinta traversa non riesce a concretizzarsi.

1. a8
1. ... b6; 2. b8.
1. ... -muove; 2. c5.
1. ... :d4; 2. :d4.
1. ... -muove; 2. :b4.

Problema n. 6
Matto in 3 mosse


La soluzione puo' sorprendere, poiche' sembra interferire con il raggio di azione della Donna e per la scelta della casa risolutiva... Il problema e' stato composto al Grande Albergo Excelsior di Ponte di Legno, il 18 luglio 1966, una giornata piovosa che interruppe estenuanti rincorse alle farfalle e fu pubblicato dal "Sunday Times" di Londra il 5 novembre 1967). L'idea base di questo elegante problema e' che il Re nero non riesce a salvarsi neppure facendo strage di avversari. A conti fatti, lo ritengo il mio miglior problema in tre mosse. (Da notare: 1. b3, a4+; 2. c2, a3; 3. f4.)

1. h8
1. ... :c3; 2. h3, d4; 3. b2.
1. ... :d3; 2. h3+, d4 (:c4); 3. f4.
1. ... e3; 2. h3+, d4; 3. e2.

Problema n. 7
Matto in 3 mosse


La sottile mossa chiave permette il matto anche dopo la fuga del Re nero in h4. Belle le varianti. Il problema fu composto a Montreaux il primo ottobre 1966 e pubblicato da "The Problemist" nel novembre 1969, ottenendo il secondo/terzo premio ex aequo nel concorso della rivista.

1. h3
1. ... h6; 2. h4, g5; 3. h:g5.
1. ... h4; 2. :g6, g:h3; 3. f6.
1. ... h4; 2. h7, h:g3; 3. h4.
Un ottimo tentativo e' 1. g1 (ma non 1. g2, come capiremo tra poco), h6; 2. h4, g:h3 (ecco perche' non 1. g2. In questo caso la presa en passant avverrebbe con scacco); 3. :g6 matto. Demolisce 1. ... h4.

Problema n. 8
Matto in 3 mosse


Nella soluzione il Cavallo bianco attacca la Donna nera non tanto per catturarla quanto per farla spostare e quindi obbligarla a tornare nella casa di partenza. Questa idea (il 'tema Nabokov' N.d.T.) mi 'perseguitava' all'epoca della composizione del problema (Montreaux, 22 ottobre 1966).

1. :c3
1. ... -muove; 2. e4+, :e4; 3. :f6.
1. ... f5; 2. :e4+, f:e4; 3. f6.
1. ... h4; 2. :e4, h5; 3. g4.

Problema n. 9
Matto in 3 mosse


Composto al 'Cenobio dei Dogi' di Camogli (Genova) il 15 aprile 1967 in un giorno di depressione. Pubblicato dall' "Evening News" di Londra il 14 ottobre 1967. L'idea base di questa miniatura, leggermente passata di moda, e' il ritorno alla casella di partenza del pezzo bianco che da il matto nella variante principale.

1. d7
1. ... :e4; 2. f1, d4; 3. f6.
2. ... d4; 3. f4.
1. ... d:e4; 2. b6, e3; 3. c4.
Da notare 1. h6, d:e4; 2. hg4, e3; 3. d:e3.

Problema n. 10
Matto in 2 mosse


Camogli, 8 giugno 1967. La presenza dell'Alfiere in a1, forse non del tutto legale, serve soprattutto nella variante del gioco apparente 1 ... d3, che ha lo scopo di distogliere l'attenzione del solutore da quella che e' la vera chiave del problema. Anche l'Alfiere in f5, con la possibilita' di portarsi in d7 da dove controlla la casa c6, puo' suggerire un tentativo errato.

1. d3
1. ... c5; 2. e3.
1. ... c6; 2. b6.
1. ... c6; 2. g5.
1. ... c5; 2. h1.

Problema n. 11
Matto in 3 mosse


Evitare i 'duali' e' il tema di questo divertente problemino pubblicato nei giardini del Palace Hotel di Montreux il 13 agosto 1967 e pubblicato da "The Problemist" nel novembre 1970. Divertente anche il tentativo 1. e6, h3; 2. f4+, :h2?, 3. h5 matto.

1. d4
1. ... f4; 2. h3+, g4; 3. e6.
1. ... b3+; 2. e3, muove; 3. h3.
1. ... c2+; 2. e4, muove; 3. h3.
1. ... (altre); 2. h3+, f4; 3. e6.

Problema n. 12
Matto in 3 mosse


Una composizione piuttosto semplice e banale, composta il 3 settembre 1968 a Montreux.

1. h3
1. ... g6; 2. f3, h5; 2. g5.
2. ... muove; 3. :e5.
1. ... h5; 2. g:h5, g6; 3. h:g6.

Problema n. 13
Matto in 2 mosse


Un mostruoso autoblocco, poco raccomandabile per gli appassionati. Composto a Montreax il 3 ottobre 1968, fu pubblicato il 24 dicembre 1968 dal "Evening News" di Londra.

1. a5+
1. ... b5; 2. f1.
1. ... c5; 2. e7.
1. ... d5; 2. :d4.
Tentativi 1. :g4/g3/:d4, ma 1. ... g5/e3/c3.

Problema n. 14
Matto in 2 mosse


Montreaux, 22 novembre 1968. Un problema con alcune varianti notevoli. Il voler evitare a tutti i costi 'duali', costante delle mie composizioni, ha reso particolarmente difficile e interessante la composizione di questo problema, pubblicato dal "Sunday Times" il 22 febbraio 1970.

1. f2
1. ... f3 (:f2); 2. :d5.
1. ... g4 (:h4, :e4); 2. e6.
1. ... :f5; 2. d3.
1. ... (altre); 2. :f4.

Problema n. 15
Matto in 3 mosse


Composto a Montreaux il 31 dicembre 1968 e pubblicato da "The Problemist" nel novembre 1969. Anche in questo problema il tema e' l'evitare i 'duali' dopo la presa in e3 o in g3 da parte del Cavallo nero.

1. b1
1. ... c:d2; 2. d1, -muove; 3. :d2.
1. ... c:b2; 2. d1, :d2; 3. :d2.
1. ... c:b2; 2. d1, :e3+; 3. e2.
1. ... c:b2; 2. d1, :g3; 3. c2.

Problema n. 16
Matto in 2 mosse


Secondo me e' questo il piu' ingegnoso tra i miei due mosse; composto a Montreux il 13 febbraio 1969, fu pubblicato da "The Problemist" nel gennaio del 1970.

Diagramma 16 - 1. h5.

Problema n. 17
Matto in 3 mosse


Questo problema, composto l' 8 agosto 1970 a Montreux e pubblicato nel novembre di quell'anno da "The Problemist", presenta un curioso caso di autoblocco (che impedisce il movimento del Cb7) nella variante principale ed i temi dello 'zugzwang' e dell'inchiodatura nelle altre due varianti.

1. d8
1. ... :d8; 2. :d7, e 3. b5.
1. ... c7; 2. :d7, e 3. :b7.
1. ... d:e6; 2. :d6, e 3. :c5.

Problema n. 18
Il bianco ritira l'ultima
mossa e da il matto


Ho dedicato questa 'bizzarria' al grande giocatore russo Evgeniy Znosko-Borovski, in occasione del suo venticinquesimo anniversario come campione di scacchi. Egli stesso lo pubblico' nella sezione scacchistica del suo diario di emigrato parigino "Poslednie novosti", il 17 novembre 1932. Quando lo composi lo firmai 'V.Sirin', mio pseudonimo abituale a quell'epoca. Fu pubblicato ancora dal "New Statesman" a Londra il 12 dicembre 1969.

L'ultima mossa del Bianco era stata 1. d7:c8=. Il Bianco ritira la mossa e gioca invece 1. d7:e8= dando matto.
Vi e' un qualcosa di soavemente tragico nella trasformazione retrospettiva della Torre c8 bianca in Cavallo nero e della Torre e8 nera in Cavallo bianco, conservando comunque la simmetria (e il dominio della casa c7 da parte del Bianco).

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