|
Nel torneo di Londra del 1883 venne introdotto un particolare
regolamento relativamente alle partite patte. Fu stabilito, infatti,
che le partite che avessero dato luogo ad un risultato di parita'
sarebbero state rigiocate una seconda volta e poi
eventualmente, perdurando il risultato di patta, una terza volta,
sempre scambiando i colori. Solo in caso di tre pareggi sarebbe
stato assegnato mezzo punto a testa. Quest'ultima eventualita'
si verifico' sei volte nel girone di andata e una sola
volta nel girone di ritorno.
Le partite giocate tre volte e che alla terza non finirono pari
furono tre nel girone di andata e sette nel girone di ritorno.
Nel girone di andata vennero rigiocate una sola volta altre venti
partite, nel girone di ritorno diciotto.
 |
Zukertort Hermann Johannes
(Lublino 1842 - Londra 1888)
giocatore polacco, specialista nel gioco alla cieca,
vinse il torneo di Londra 1883, con 22 punti su 26,
davanti a Steinitz, Blackburne, Cigorin e altri dieci
maestri. In quel torneo venne per la prima volta
impiegato l'orologio.
|
Il tempo viene misurato con un apposito orologio da torneo,
che nel corso degli anni ha subito numerose evoluzioni, cosi
come le regole stesse relative al tempo di riflessione.
L'orologio da gara fece quindi la sua comparsa per la prima volta nel
torneo di Londra del 1883, dove sostitui' le scomode e contestate
clessidre, che presentavano molti inconvenienti, primo dei quali
la difficolta' di fermare lo scorrere della sabbia
quando toccava all'avversario.
Le clessidre furono utilizzate saltuariamente sin dal 1861
(il primo caso fu il match Kolisch-Anderssen in agosto seguito
il mese dopo dal torneo di Bristol, dove il tempo fu di 24 mosse
in 2 ore) e regolarmente dal 1867 a partire torneo di Parigi.
In tale torneo ogni giocatore era stato dotato di una clessidra
della durata di mezz'ora, tempo nel quale dovevano effettuare
dieci mosse; nello stesso anno a Dundee si gioco' con 30 mosse
in 2 ore; a Baden Baden nel 1870 e Lipsia nel 1871 con 20
mosse ogni ora.
In realta' l'esigenza di accelerare i tempi o meglio di porre un
limite di tempo per le mosse o per la partita era gia' stata
avvertita trent'anni prima e il francese Saint-Amant ne aveva
fatto oggetto di un articolo sulla rivista "Palamede" nel
1836. La prima proposta ufficiale di utilizzare un meccanismo
segnatempo -allora la clessidra- nei tornei di scacchi venne
fatta nel 1852 dalla rivista inglese "Chess Player's Chronicle"
, ed appoggiata successivamente dal tedesco Tassilo Von der
Lasa; ma solo nel 1861 si comincio' seriamente a
preoccuparsi del controllo del tempo soprattutto a seguito
di un match giocato l'anno prima tra il londinese
George Webb Medley (1826-1898) e il celebre
Ignazio Kolisch (1837-1889). Medley
commentando l'incontro scrisse: "Kolisch ovviamente ha vinto,
ma spesso io ho dovuto distrarmi dalla partita per occuparmi
del mio lavoro; infatti Kolisch nelle posizioni complicate
era solito pensare molto a lungo: in una partita per tre mosse ha
pensato complessivamente due ore, impiegando per una di esse
ben 55 minuti; e io non ho la possibilita' di perdere cosi'
tanto tempo per giocare a scacchi."
All'inizio, comunque, l'idea di limitare il tempo di riflessione
non trovo' molti consensi e cosi' per molti anni il fatto di
giocare con una clessidra segnatempo non implico' necessariamente
la perdita della partita per il giocatore che consumava
tutto il tempo. Ci furono tuttavia delle penalita' di altro tipo:
dapprima chi non rispettava il limite di tempo fu obbligato a
pagare una multa in denaro; poi fu obbligato a giocare
le mosse successive con un tempo prefissato per ciascuna, di
solito non piu' di due minuti, sotto il diretto controllo
dell'arbitro del torneo.
Il primo a perdere ufficialmente una partita per il tempo fu
James Mason (1849-1905) nato in Irlanda ma a vent'anni
espatriato in America. Il fatto si registro' nel terzo turno del
torneo di Vienna del 1882: Mason giocava con
Bird, supero' il
limite di tempo prefissato ma, dato che Bird non reclamo',
la partita prosegui', concludendosi dopo quattro ore con la
vittoria di Mason. Fu Steinitz a protestare ed a convincere
gli organizzatori a dare partita persa a Mason. Da notare che il
torneo
si concluse dopo 34 partite con il successo dello stesso Steinitz
alla pari con Winawer con 24 punti; Mason ottenne 23 punti e
giunse terzo: con il punto contro Bird avrebbe vinto grazie al
miglior spareggio tecnico!!
 |
 |
|
L'orologio di tipo BHB
e quello di tipo Garde sono due tra
gli orologi piu' diffusi e piu' conosciuti
da tutti gli scacchisti.
|
Finalmente nel torneo di Londra del 1883, giocato con la cadenza
di 15 mosse in un'ora, apparve per la prima volta un orologio
meccanico. Seguiamone la descrizione fatta da una rivista dell'epoca.
"Sopra ogni tavolino e' posto un orologio, o piuttosto un
orologio doppio, di meccanismo ingegnoso, d'invenzione del
signor Thomas Bright Wilson di Manchester.
Sono difatti due orologi a pendolo visibile, fissati l'uno accanto
all'altro, ad un
angolo di 30 gradi sopra un asse mobile, in modo che camminando
uno, il pendolo dell'altro viene fermato. In questa maniera e'
impossibile che i due orologi siano in movimento allo stesso tempo
e viene evitata qualunque contestazione, giacche'
appena fatta la mossa il giocatore abbassa il proprio orologio,
mettendo cosi' in moto quello avversario."
Da notare che il Wilson non brevetto' il suo congegno, cosa che
invece fece l'anno dopo il signor Schierwater di Liverpool.
Le cronache italiane dicono pero' che gia' nel 1880 a
Livorno il signor Domenico Marcucci aveva
realizzato un consimile
orologio doppio, che aveva fatto ottima prova in una sfida
giocata nel circolo di quella citta'.
L'orologio da torneo simile a quello attuale, cioe'
con doppio quadrante, divenne ufficiale solo nel 1894,
durante il torneo di Lipsia, e fu opera di Gustav Herzog.
Cinque anni dopo, nel 1899, il segretario della federazione
scacchistica olandese, Meijer, ideo' anche la
bandierina segnatempo, che permette di indicare con
precisione quando scade il tempo previsto.
 |
L'orologio di tipo BHB
con la sola lancetta dei minuti e' particolarmente
indicato per il gioco lampo e rapido.
|
Solo dopo il 1900 apparve l'orologio con il doppio pulsante
(assai simile a quelli attualmente utilizzati):
schiacciando il proprio pulsante si ferma il proprio orologio e
si mette in moto quello dell'avversario. L'ideazione fu
dell'olandese Veenhoff di Groninga.
Oggi i principali tornei internazionali sono giocati con orologi
elettronici.
Il tempo di riflessione e' globale, ovvero non c'e' un obbligo
per ciascuna mossa. Il giocatore gestisce come meglio crede il
proprio tempo. Capita spesso che avvicinandosi al momento del
controllo del tempo (quindi alla 40a o 60a mossa) il
giocatore abbia a disposizione solo pochissimi minuti o
addirittura pochi secondi per piu' mosse: si parla allora
di "Zeitnot", termine tedesco entrato nell'uso
internazionale, che significa "mancanza di tempo".
Dal punto di vista della riflessione su una sola mossa, si
parla di un'ora e 55 minuti durante il match tra Anderssen
e Morphy nel 1858, ma la lunga ... pensata non e' documentata.
Il record ufficiale e' dello spagnolo Francisco R. Torres Trois che
nel 1980 nel torneo di Vigo (Spagna) contro M.C.P.Santos penso'
ben 2 ore e 20 minuti per una mossa. Il precedente record era
dello iugoslavo Borislav Ivkov, nato a Belgrado nel 1933 e
vincitore del primo campionato del mondo dei giovani 'under 20'
nel 1951: nel torneo di Bled del 1961 penso' per ben
95 minuti nella partita contro il sovietico Michail Tal
prima di effettuare l'undicesima mossa e... alla fine
venne sconfitto!
Per quanto riguarda i match di campionato del mondo, il record e'
di Garry Kasparov che nel mondiale 1986 contro
Anatolij Karpov ha pensato su una mossa per ben 79 minuti.
Segue a ruota Victor Kortschnoj, che nel 1981 a Merano,
sempre contro
Anatolij Karpov, penso' per ben 78 minuti per una sola mossa.
 |
 |
|
Due tra i piu' noti orologi elettronici con i
quali vengono giocati i principali tornei
internazionali. Grazie alla loro totale programmabilita',
permettono di organizzare manifestazioni con le modalita'
piu' svariate. Questi orologi rappresentano l'ultimo
grido in fatto di tecnologia.
|
Quanto alle partite, il record di lunghezza e' attualmente
dell'incontro Stepak - Mashian, Tel Aviv 1980, semifinale
del campionato di Israele; la partita duro' 24 ore e mezza,
con cinque riprese, per un totale di 193 mosse; dopo alterne
vicende si
verifico' l'errore decisivo del Nero, alla 186a mossa...
Questa partita ha spodestato dopo trent'anni quella tra Pilnik
e Czerniak, durata oltre 22 ore di gioco effettivo.
Pochi anni fa (1990) e' stata "affiancata" dalla
Ljuboievic - Gheorghiev,
come numero di mosse, ma circa 7 ore in meno di durata.
Da notare che dopo la Seconda Guerra Mondiale
il tempo di riflessione fu standardizzato a 40 mosse in 2 ore
e mezza per ciascuno, con sospensione dopo le prime cinque
ore di gioco; poi alla ripresa 16 mosse in ogni ora successiva,
per cui per esempio
se una partita raggiungeva le 56 mosse durava circa 7 ore
con una ripresa.
Attualmente i tornei maggiori prevedono 40 mosse in due ore e
20 mosse nell'ora successiva; poi il
"finale rapido" (quick play finish) che, come nel match
Kasparov-Deep Blue, dopo la 60a mossa assegna al
giocatore ancora 30 minuti (mezz'ora) per
terminare la partita (e il primo che termina il tempo perde).
Ma sempre piu' sta prendendo piede l'Orologio Fischer che
ad ogni mossa restituisce un determinato tempo (da 10
a 30 secondi) evitando cosi lo Zeitnot. Finora la partita piu'
lunga con
questo meccanismo e' la prima del match per il titolo mondiale tra
Karpov e Anand a Losanna: 108 mosse, 7 ore e mezza
di gioco (N.B. In questo mondiale i giocatori partivano con 1 ora
e 40 minuti di tempo base; ad ogni mossa l'orologia restituiva 30
secondi. Dopo la 40a venivano dati altri 50 minuti, continuando
i giocatori a ricevere 30 secondi per ogni mossa giocata).
Questi meccanismi servono per velocizzare il gioco e renderlo piu'
spettacolare e appetibile per la TV; ma ovviamente rendono sempre
piu' difficile l'inserimento nell' "albo d'oro" di partite lunghe,
in cui spiccano quindi gli incontri tra Ljuboievic
e Gheorghiev (durata complessiva 17 ore e 45 minuti)
e quello tra Short e Salov, disputato a Linares nel
1990.
 |
L'orologio di tipo Cronos e' decisamente
brutto a vedersi, ma e' uno dei piu' resistenti
agli urti e tra i piu' precisi. E' particolarmente
diffuso negli Stati Uniti.
|
A parte il numero di mosse, da sottolineare quanto a durata
effettiva le 19 ore e mezza di gioco nella partita tra l'inglese
Miles e l'argentino Panno disputata in occasione
del campionato del mondo a squadre del 1985, le 17 ore e 20 minuti
di gioco
nella partita tra il colombiano La Rota e lo statunitense
Mednis e le 17 ore di gioco della partita
Ivkov-Polugajevski.

Ecco l'attuale classifica delle partite piu' lunghe in base al
numero di mosse giocate:
I. Nikolic - Arsovic, Belgrado 1989 patta in 269 mosse
Chekhov - Stavrinov, Riga 1988 patta in 209 mosse
Meier - Rausis, Camp.Lettone 1989 patta in 200 mosse
Martinovsky - Jansa, Gausdal 1987 patta in 194 mosse
Stepak - Mashian, Tel Aviv 1980, 1-0 dopo 193 mosse
Ljuboievic - Kiril Gheorghiev, Manila 1990 patta in 193 mosse
Asfora - Calcado, Brasile 1991 1-0 dopo 192 mosse
Pilnik - Czerniak, Mar del Plata 1950 patta in 191 mosse
Seirawan - Xu Jun, Olimp. Salonicco 1988 patta in 191 mosse
Murrey - Rausis, Memorial Philidor 1995, patta in 190 mosse
Puc - Nedelkovic, Ygoslavia 1951 patta in 185 mosse
Makogonov - Chekover, Baku 1945, patta in 171 mosse
Duras - Wolf, Karlsbad 1907 0-1 dopo 168 mosse
Short - Salov, Linares 1990 0-1 dopo 163 mosse
Duras - Janovski, San Sebastiano 1911 patta in 161 mosse
Lipshutz - Bird, New York 1889 0-1 dopo 159 mosse
La Rota - Mednis, USA 1979 patta in 156 mosse
Miles - Panno, Lucerna 1985 patta in 154 mosse
Mason - Cigorine, Montecarlo 1902 0-1 dopo 144 mosse
Boleslavski - Radulescu, Bucarest 1953 patta in 143 mosse
Pinkus - Denker, Manhattan 1941, 1-0 dopo 141 mosse
Ivkov - Polugajevski, Bugojno 1980, patta in 140 mosse
Pillsbury - Suchting, Hannover 1902 patta in 139 mosse

Ed ecco la classifica delle partite piu' lunghe disputate
nel corso di un campionato del mondo:
Kortschnoj - Karpov, Bagujo City 1978 patta in 124 mosse
Tal - Botvinnik, Mosca 1961 patta in 121 mosse
Tarrasch - Lasker, Monaco 1908 patta in 119 mosse
Karpov - Anand, Losanna 1998 1-0 dopo 108 mosse
Kasparov - Karpov, Lione 1990 1-0 dopo 102 mosse
|