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Anche Napoleone giocava a scacchi, ma tuttavia fu uno scacchista mediocre, contrariamente a quanto si crede normalmente. Testimoni dell'epoca riferiscono che quando giocava al Cafe' de La Regence muoveva i pezzi impulsivamente e soprattutto si
arrabbiava quando perdeva; agli scacchi preferiva il gioco della dama, tatticamente piu' semplice, sebbene giocasse la versione "polacca" - oggi conosciuta come "dama internazionale" - su damiera di 100 caselle, 10 per lato, totalmente diversa quindi
dalla dama "italiana" (64 caselle, 8 per lato) che giochiamo noi. Sembra comunque che gli scacchi siano stati il suo passatempo preferito durante l'esilio a Sant'Elena.
Qualche anno dopo la morte di Napoleone cominciarono ad apparire a Parigi, sull'onda di una intensa attivita' scacchistica di tutta la Francia, alcune partite abbastanza brillanti, che gli furono attribuite: da cio' la falsa immagine che Napoleone
fosse un valente giocatore, che gia' circolava quando era imperatore.
Scrisse per esempio M.me Di Stael nel suo "Considerazioni sui principali avvenimenti della Rivoluzione Francese":
"Egli (Napoleone) considera una creatura umana come un fatto o come una cosa, non certo come un suo simile. Come non ama, cosi non odia: per lui non c'e' che lui. Tutte le rimanenti creature non sono che cifre. La forza della sua volonta' consiste
nell'imperturbabile calcolo del suo egoismo; e' un abile giocatore di scacchi, la cui parte avversa e' il genere umano, cui egli si propone di dare scacco matto."
Napoleone era nato nel 1769 ad Ajaccio in Corsica e aveva imparato a giocare molto probabilmente durante gli studi alla scuola militare di Parigi, verso il 1784. Di Napoleone scacchista ci da notizie, ed anche una partita, l' Epistolario di M.me
Claire, Elisabeth Gravier de Vergennes, contessa di Remusat (Parigi 1780-1821), dama d'onore dell'imperatrice Giuseppina, piu' nota come autrice delle "Memories" sulla vita della corte napoleonica dal 1802 al 1808.
Un'altra testimonianza viene da uno storico che scrisse: "la sera del 20 marzo 1804 Napoleone a Malmaison giocava a scacchi per rilassarsi". Si tratta di una sera famosa, poiche' quella notte venne rapito e fucilato per tradimento il duca Luigi di
Enghien, fuoriuscito nel Baden.
Quanto alle partite che ci sono state tramandate, probabilmente sono tutte apocrife, salvo forse quella persa contro il famoso "Automa", il ... precursore degli attuali computer. Ma la questione e' controversa.
Napoleone - Bertrand (giocata secondo la tradizione durante l'esilio a Sant'Elena, nel 1820, ovvero pochi mesi prima della morte, avvenuta l'anno seguente)
1. e4, e5; 2. f3, c6; 3. d4, :d4; 4. :d4, e:d4; 5. c4, c5; 6. c3, e7; 7. 0-0, e5; 8. f4, d:c3; 9. h1, c:b2; 10. :f7, d8; 11. f:e5, b:a1= ; 12. :g8, e7; 13. b3, a5; 14. f8, :f8; 15. g5, e7; 16. :e7, :e7; 17. f7, d8; 18. f8 matto.
Napoleone - Automa (giocata nel Castello di Schonbrunn, presso Vienna, nel 1809. Come noto, l'Automa non era una vera macchina, poiche' in realta' nascondeva al suo interno un uomo. La tradizione vuole che a fine partita l'Imperatore, arrabbiatissimo
per aver perso, abbia buttato all'aria tutti i pezzi)
1. e4, e5; 2. f3, c6; 3. c4, f6; 4. e2, c5; 5. a3, d6; 6. 0-0, g4; 7. d3, h5; 8. h3, :e2; 9. :e2, f4; 10. e1, d4; 11. b3, :h3; 12. h2, h4; 13. g3, f3; 14. g2, :e1; 15. :e1, g4; 16. d3, :f2; 17. h1, :g3; 18. f1, d4; 19. e2, g2; 20.
d1, :h1; 21. d2, g2; 22. e1, g1; 23. c3, :c3; 24. b:c3, e2 matto.
Contessa di Remusat - Napoleone (giocata probabilmente nel periodo dei Cento Giorni; da notare che in realta' Napoleone aveva i pezzi bianchi, pur muovendo per secondo, dato che all'epoca si pensava che il nero fosse il colore fortunato; la partita e'
stata pubblicata nel 1845 dalla rivista scacchistica francese 'Palamede')
1. e4, e5; 2. d3, f6; 3. f4, c6; 4. f:e5, :e5; 5. c3, fg4; 6. d4, h4; 7. g3, f6; 8. h3, f3; 9. e2, :d4; 10. d3, e5; 11. :d4, c5; 12. :c5, b6; 13. d5, d6 matto.
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