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dal 1911 la rivista dello scacchista italiano
Ultimo aggiornamento: 16.4.98

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Piero Ottone
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Piero Ottone
Il buon giornale
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In Italia, a partire dal 1970, la lotta per il potere si e'
invece ridotta ai termini essenziali; e' una lotta nuda, in cui
sembra che il potere sia fine a se stesso. I protagonisti di questa
lotta, Craxi, De Mita, Forlani, Andreotti, Natta,
Spadolini, non si combattono nel nome di programmi diversi;
non si contendono i posti di comando per conseguire determinati
obiettivi; non discutono di argomenti concreti. Sembra piuttosto
che stiano disputando una partita a scacchi: il giocatore
cerca di battere l'avversario per il semplice gusto di batterlo,
e soltanto a questo fine compie le sue mosse. Ho detto che questo
modo di far politica si e' instaurato in Italia in un certo periodo.
Mi correggo. Una spiccata tendenza a giocare a
scacchi e' presente da quando e' nata la Repubblica; forse esisteva
anche prima ed e' insita nel carattere nazionale. Giocavano a scacchi
anche Saragat e Malagodi, quando decidevano improvvisamente di far
cadere un governo o di concludere una
alleanza.
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