 |
|
dal 1911 la rivista dello scacchista italiano
Ultimo aggiornamento: 16.4.98

|
La leggenda di Huon
|
|
|
La leggenda di Huon
XIII° secolo
|
All'inizio del XIII secolo apparve un poema in cui si racconta il
passaggio degli scacchi da gioco pagano a gioco cristiano.
In quest'opera, la "Chanson de geste Huon de Bordeaux" si
racconta che Huon, dopo aver passato il Mar Rosso, arriva a
Babilonia nel giorno della festa di San Giovanni e trova molti
giocatori impegnati alla scacchiera, mentre molti altri li stanno
a guardare.
Mil en trouva qui juent as escacs
Eu autres mil qui del ju furent mas.
Si racconta che piu' tardi Huon venne catturato dal pirata Ivoryn,
che invece di ucciderlo gli concesse la possibilita' di dimostrare
la propria abilita' in cio' di cui egli stesso
si fosse dichiarato maggiormente esperto.
E Huon, improvvisandosi menestrello, canta la propria abilita'
negli scacchi, nella caccia, nel cavalcare e con le donne che so
soddisfare sia con i baci sia con altri servigi.
Poiche' la figlia di Ivoryn e' molto brava a scacchi, il pirata dice
a Huon:
Dovrai giocare contro di lei; se perderai ti tagliero' la testa,
se vincerai potrai sposarla e in piu' ti daro' cento pezzi d'oro.
Saputo di questa decisione la ragazza dapprima appare scontenta,
ma poi, una volta visto Huon di persona, ammaliata dalla sua
bellezza, decide che lo lascera' vincere per diventare sua sposa.
Preparata la scacchiera, prima della partita Huon chiede a Ivoryn
che nessuno di coloro che assiste alla partita dia suggerimenti,
poi chiede alla ragazza se vuole giocare
con i dadi o con le mosse.
Poiche' gli viene concesso di scegliere, chiede
di giocare senza i dadi
nel modo consueto, con il matto nell'angolo.
La partita ha inizio e poiche' la ragazza e' davvero brava in poco
tempo la situazione di Huon si fa disastrosa. Ma la fanciulla e'
innamorata e commette appositamente una serie di errori fino a che
prende matto.
La ragazza e' convinta che ora Huon la sposera'. Ma il padre e'
adirato per la sconfitta:
Figlia degenere, mi hai disonorato! Tu cosi brava, tu che hai
sconfitto i piu' forti giocatori, oggi ti sei fatta battere e ora
dovrai sposare costui.
Huon approfitta subito della situazione:
Signore, non mi interessa sposare tua figlia. Mi basta salva la
vita ed i cento pezzi d'oro. Dammeli e me ne andro'.
A questo punto la ragazza, arrabbiatissima e piena d'ira, scappa
via piangendo per la vergogna e gridando:
Maledetto vigliacco, che Maometto ti confonda! Se l'avessi saputo
ti avrei dato matto e a quest'ora avresti gia' la testa tagliata!
Si, se
l'avessi saputo 'par Mahomet, je t'eusse mate'
(per Maometto, ti avrei dato matto).
|

|