Home
Archivio
Email
dal 1911 la rivista dello scacchista italiano

Ultimo aggiornamento: 4.8.98
barra


Ferdinando d'Aragona e Colombo

Quando Cristoforo Colombo chiese aiuto per la sua spedizione a Ferdinando V d'Aragona e alla regina Isabella, il re non rispose subito ma decise di pensarci un po'. Nel frattempo invito' Colombo ad una festa alla corte di Granada. Il navigatore fu naturalmente, suo malgrado, l'attrazione della serata e non mancarono coloro che lo prendevano in giro. In particolare viene ricordata una certa Beatrice Galindez, detta "la latina" che diceva: "Questo genovese e' pazzo; che sciocchezza affermare che la terra e' rotonda!"

Ad un certo punto della serata re Ferdinando inizio' una partita a scacchi con il suo consigliere Juan Rodriguez de Fonseca, che con un vivace attacco ad un certo punto si trovo' con la Donna di vantaggio. Il re non era affatto di buon umore all'idea della sconfitta, ma stava per dichiararsi battuto quando si intromise proprio Colombo, esclamando: "Ma come, maesta'... Proprio adesso che potete dare matto in cinque mosse ..."
Cosi re Ferdinando vinse e la sua gioia fu tale che chiamo' don Juan de Colon e gli ordino' di preparare le carte per la nomina di Colombo ad ammiraglio, per navigare "alla volta delle sponde dell'Asia, dove, secondo Marco Polo, esiste un'isola d'oro, chiamata Zipanga."

Il racconto, ideato da J. Lavallee, e' riportato da N.R.Aguel in un volume pubblicato a New York nel 1882.
La posizione raggiunta al momento dell'intervento di Colombo era la seguente:

Il matto si da cosi:

1. g8, :g8;
2. f8, :f8;
3. e7, f5;
4. :f5, e6;
5. :e6 matto.

Che nella corte d'Aragona e di Castiglia si giocasse a scacchi e' ben noto: nella biblioteca privata del re erano custoditi libri antichi e pezzi di gran pregio, come risulta da un inventario del 1410. Che Ferdinando V, nonostante la scarsa propensione per i giochi, fosse appassionato di scacchi e' riportato anche nell'opera di Hernan del Pulgar.
Quanto a Colombo era certamente giocatore, anche perche' all'epoca gli scacchi erano uno dei passatempi preferiti durante i viaggi per mare; nel relitto di una nave ritrovata nel Mediterraneo al largo della costa della Turchia, per esempio, sono stati ritrovati pezzi risalenti all' XI secolo; ne' c'era il problema del beccheggio e del rollio della nave, poiche' i pezzi avevano una base assai piu' larga di quella che si usa modernamente, mentre le scacchiere erano spesso disegnate su stoffe e tappeti, che impedivano ai pezzi di scivolar via.

Non e' detto con questo che gli scacchi vennero importati in America sin dal viaggio di Colombo, anche se la cosa appare assai probabile.
Scrivera' nel 1787 Beniamino Franklin: "Gli Spagnoli hanno diffuso il gioco degli scacchi nelle loro provincie dell' America.... Recenti studi hanno permesso di individuare alcuni fra i piu' illustri discepoli ammaestrati negli scacchi dagli Spagnoli. Fra questi spicca il nome di Atahualpa, l'infelice principe Inca."
Questa affermazione trovo' riscontro molti anni dopo in un documentario storico sulla conquista dell'Impero degli Incas da parte degli avventurieri guidati da Francisco Pizarro, trasmesso dalla Rete Uno della RAI: in una scena si vede Pizarro che gioca a scacchi proprio con Atahualpa.

barra